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Sia che ci occupiamo dei Social Media di un’azienda, sia che lavoriamo come liberi professionisti, è inutile negarlo, una delle domande che ci poniamo più spesso è “che cosa posso postare sui miei profili?”, in particolar modo se ho contenuti tecnologici, istituzionali o legati a ricerche innovative. Ma ancor più spesso ci chiediamo se e cosa pubblicare su Instagram se non abbiamo prodotti o paesaggi da fotografare.

E così cediamo alla tentazione di escludere questo Social dalla pianificazione del mix di strumenti di comunicazione, perché lo riteniamo ancora troppo legato a settori come il food, la moda, il turismo, lo sport/wellness, dov’è naturale che l’aspetto fotografico sia di grande impatto e abbia una rilevanza significativa nella sensibilizzazione del pubblico. Ma le evoluzioni delle funzionalità di quest’app, peraltro sempre più ingenti e rapide, a mio avviso portano a dover rivalutare l’utilizzo di Instagram anche per la veicolazione di servizi professionali, aziende B2B, progetti di ricerca, start-up tech, ecc.

I numeri parlano chiaro: l’ultima analisi effettuata da We are Social ci conferma che la piattaforma è in continua crescita e, solo in Italia, conta 16 milioni di utenti attivi ogni mese, all’incirca il 30% della popolazione…

we are social - uso di instagram in italia

Ecco perché non possiamo ignorare quest’ampia fetta di mercato, che tra l’altro comprende giovani ma anche tanti consulenti, start-up, aziende e, non dimentichiamolo, nuovi “micro-influencer” del nostro settore di riferimento, ovvero persone che non hanno numeri altissimi a livello di followers ma, cosa sicuramente più importante, un alto livello di engagement.

Cosa pubblicare, quindi, su questo Social Media se abbiamo contenuti “poco fotografabili”?
Ebbene sì, anche in questi casi, nonostante possa sembrare un controsenso, è possibile essere presenti su Instagram, originariamente nato per la sola condivisione di fotografie, grazie all’utilizzo di grafiche coordinate, visual inusuali e video… il tutto in modo originale e costruttivo.

Quali tipologie di contenuti è possibile postare?

Instagram Content Model

Fotografie con didascalie e tag

Prima di parlare dei post meno frequenti, spendiamo due parole sulle fotografie, che restano una delle tipologie di contenuto più interessanti, da sfruttare ad esempio per immortalare ogni tanto qualche momento tipico della quotidianità professionale in cui operiamo (il famoso “backstage” esiste per tutti, non solo per il fashion o la tv!), o per mostrare la nostra presenza a eventi del settore (convegni, conferenze, talk, lezioni, fiere…), o ancora per presentare, uno alla volta, i componenti del team di lavoro con un breve profilo seguito magari da una citazione che li caratterizza o che spiega perché si sentono coinvolti in un particolare progetto. Infine, le foto possono essere scattate per raccontare visivamente gli strumenti di lavoro, siano essi smartphone, libri, notebook, circuiti integrati, sensori, ecc. L’importante è che “parlino” del nostro ambiente lavorativo, ci aiutino a raccontare una “storia” (tramite hashtag e testi esplicativi, anche lunghi, perché no?!), una storia potenzialmente interessante per il nostro target di riferimento (e poco importa che il nostro target sia una nicchia, anzi… meglio!).

Quotes

Le citazioni sono molto amate dagli Igers e possono quindi rappresentare – una volta stabilita una grafica lineare, pulita, coerente con il proprio marchio – un modo per parlare di quello che facciamo… pillole del nostro mondo lavorativo, frasi motivazionali, spunti creativi, che sicuramente verranno graditi dalla nostra community.

** Curiosità **
Pensate che attualmente (febbraio 2018) le keywords #quote e #quotes hanno associati 50 milioni di post l’una, #quoteoftheday ne ha più di 23 milioni, #text quasi 5 milioni… e sono alcuni esempi.

Gallery

Vi starete chiedendo cosa inserire in una gallery fotografica se già avete poche foto. Niente paura, ecco un paio di suggerimenti.
Oltre alle immagini relative agli eventi, che sicuramente possono essere raccolte in questa utile tipologia di post, anche i contenuti scritti, se opportunamente trasformati in visual d’impatto, possono rientrare in modo strategico in una gallery. Ad esempio, se abbiamo 3 punti chiave o tips o servizi innovativi che vogliamo raccontare… perché non farlo così?

Con le gallery, inoltre, possiamo fornire suggerimenti di lettura, mostrare i componenti del team di lavoro, pubblicare le foto post-evento (quelle solitamente scattate e post-prodotte da un fotografo professionista), elencare per punti i servizi o le novità che riguardano un progetto…

Stories

L’introduzione delle Stories ha segnato una svolta epocale per Instagram e, più in generale, per il “visual storytelling“, permettendo a singoli iscritti, aziende, consulenti, celebrities, ecc. di creare veri e propri racconti in grado di trasmettere i valori e le emozioni che stanno dietro a un interesse, una passione, un brand, un progetto, una ricerca…

Inoltre, le numerose funzionalità, in continua implementazione, non fanno che regalarci possibilità sempre più ampie per sperimentare e arricchire il nostro racconto, coinvolgendo gli utenti in quelle che a mio avviso sono le “nuove serie tv“, in formato short ma ugualmente capaci di tenerci inchiodati in attesa di vedere gli sviluppi del giorno seguente.

Ad esempio, se stiamo preparando un evento, mostriamo storia dopo storia le fasi di preparazione, il planning delle attività, le professionalità che vi sono dietro; intervistiamo (prima e dopo) sia gli speaker che il pubblico, sfruttando le scritte e le nuovissime schermate Typo, nonché hashtag e link (che qui possono essere inseriti, a differenza dei tradizionali post fotografici!).

Ma possiamo utilizzare le Stories anche per fare sondaggi velocirispondere (in pillole) alle domande più frequenti che ci vengono rivolte a proposito del vostro lavoro, fare recensioni di prodotti/servizi o farle fare ai nostri clienti (che diventano così testimonials perfetti, ed esempio, per una serie di puntate tematiche preannunciate anche sugli altri canali), ecc.

Live from…

Le dirette, che tanto hanno funzionato su Facebook, sono ora realizzabili anche nelle Stories di Instagram, dove vengono notificate a chi ci segue e dov’è possibile, come nel caso del fratello social maggiore, interagire live con il pubblico. Questa resta un’altra interessante opportunità, ad esempio, per dare voce agli esperti del settore, che possono dialogare con gli spettatori, fornire consigli, rispondere alle loro domande… il tutto dopo aver opportunamente creato attesa, attraverso la promozione dell’appuntamento live anche sugli altri Social Media.

Infine, non dimentichiamo che secondo il blog di Business Instagram, a novembre 2017 le aziende presenti sul Social erano 25 milioni, ben 10 milioni in più rispetto a 4 mesi prima…

Una crescita così imponente non può lasciarci indifferenti.

PS: nel caso non ci fossimo ancora collegati, questo è il mio profilo Instagram
Vi aspetto!

Laura Nacci on Instagram

Grazie a Castiglioni1976 per la creatività dell’infografica

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